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    IN THE SPOTLIGHT: COURRÈGES

    16 Giugno 2022

    È come se vivessero in parallelo in due epoche differenti André Courrèges e Nicolas Di Felice. Rispettivamente fondatore dell’omonima Maison e attuale direttore creativo, tra loro, che non si sono mai incontrati, c’è un legame ideale un po’ romanzato dalla stampa e un po’ reale, di cui possiamo leggere chiaramente le tracce. Ingegnere della moda francese (si laurea, in seguito al servizio militare come pilota dell’aviazione, proprio in ingegneria civile), come lo chiamerà la stampa dopo le collezioni degli anni Sessanta, Courrèges è tra i padri di un design fatto di linee pulitissime, antesignane del minimalismo più spinto sorto molti decenni più tardi; a lui attribuiamo parte della paternità della Space Age e del rinnovamento culturale e stilistico che ne è scaturito, un instancabile ricerca sui materiali, soprattutto delle fibre viniliche, un importante contributo alla liberazione della donna dalle strutture che dopo la Seconda Guerra Mondiale erano tornate a costringerla in quelle “vite di vespa” che richiedevano bustini e armature varie.

    Ecco Di Felice allora, che dal suo applauditissimo ingresso nel marchio, tratta i sessi allo stesso modo, con un abbigliamento pressoché interscambiabile in cui non ha paura di rieditare i pezzi d’archivio – potremmo aprire una parentesi anche sulla comunicazione, trionfo forse anche un po’ troppo affettato del “fluido”. Poi ci sono le sfilate, come rapide pillole di quella performance art a cui era affezionato anche il creatore del brand; un diploma in Belgio, nell’istituto gemello dell’École; diversi anni al fianco di Ghesquière nella direzione da Balenciaga, che è stata fedele, in primo luogo, ai principi della sua modellistica. Tutto combacia. Andando più a fondo, notiamo quella metodologia che predilige il moulage al disegno, un pragmatismo che è mettere le mani e il tessuto sul manichino quasi ci si volesse dialogare, in una linea di continuità tra la fase di laboratorio e quella del quotidiano.

    Capi da indossare per vivere nel presente e spostarsi verso il futuro, leggeri ma concreti; di nuovo c’è tanto styling, che funziona ed è credibile quando abbina le cuissardes al cappellino da baseball o il top scollatissimo in pelle alla gonna lunga in maglia, e che ha anche il compito di spostare l’attenzione del pubblico da quello che forse è l’unico tema ostico rimasto da risolvere, la produzione in Paesi su cui restano ancora molte ombre.

    L’ultima iniziativa intrapresa sull’onda dell’entusiasmo e fortemente voluta da Di Felice che ha deciso di non affidarsi più ai licenziatari, è il lancio di cinque fragranze. Curata dall’interno, la profumeria è certamente un arricchimento, una prospettiva inconsueta per raccontare qualcosa di sé, fino alla prossima sliding door.

     

    Courrèges Fall-Winter '22 collection presto disponibile in store.